Namenote, cosa è, come si fa - Lucca Manga School

 

Il Namenote, cosa è, come si fa.

Wish ci parla del namenote: cosa è, come si fa e a cosa serve.

Per quanti desiderano creare la loro storia usando la tecnica del manga, il passo fondamentale, dopo aver creato una storia e dei personaggi coerenti, è disegnare un namenote.

Ma che cos’è il namenote, e a che cosa serve?

In poche parole, si tratta di una bozza o “brutta copia” di tutte le pagine del manga (o del capitolo, se si tratta di uno story-manga composto da più capitoli), comprensive di dialoghi.

La prima funzione del namenote è quella di mostrare all’autore, all’editor, e a quanti altri lavoreranno al manga, come questo apparirà nel suo complesso, e a valutarne la scorrevolezza e comprensibilità, prima di passare alle tavole definitive: dover correggere questi aspetti a tavola terminata, e magari rifare da capo una vignetta o un’intera pagina, infatti, sarebbe un’inutile perdita di tempo.

Il namenote (detto anche per brevità name) serve inoltre a valutare come utilizzare lo spazio della doppia pagina per dare il giusto risalto alle vignette importanti, e il giusto tempo alla narrazione. Per questi motivi, si disegna sempre su due pagine affiancate, o su due metà dello stesso foglio, e mai a pagine singole: deve dare infatti, il più possibile, la sensazione di leggere il volumetto aperto. 

Tuttavia prima di iniziare a disegnare il namenote è buona norma, soprattutto se si è principianti e si ha poca confidenza con le tavole, creare prima una miniatura, o name-no-name.

Per realizzare questo passaggio il metodo più semplice è quello di piegare un foglio A4 in 8, e poi riaprirlo: in ogni riquadro così ottenuto si disegna la miniatura di una pagina, ricordando sempre di partire con una pagina singola (destra o sinistra secondo la scelta di senso di lettura, occidentale o orientale rispettivamente). Ma ci sono altri materiali su cui disegnare il name no name, come i mini quaderni (A6 o più piccoli), le sticky notes, i fogli a riquadri prestampati, mentre per chi lavora in digitale esistono template appositi (scaricabili da Clip Studio Assets).

In questa fase del lavoro si vedono a colpo d’occhio due aspetti del manga in produzione: la disposizione delle vignette nella pagina, con particolare attenzione alla vignetta più importante, che deve avere una taglia superiore alle altre, e che non si susseguano, nell’arco delle 6-8 pagine consecutive, layout troppo uguali fra loro (cosa che nel manga è considerata monotona).

Il name-no-name raramente viene valutato da altri, perciò non è necessario che sia particolarmente leggibile o dettagliato: è sufficiente che l’autore capisca nei suoi stessi bozzetti. Terminato, corretto e stabilito il name-no-name, si passa quindi al namenote vero e proprio.

Per disegnare un namenote, non è necessario essere precisi e dettagliati come se si disegnassero le matite del manga. Come accennato sopra, spendere molto tempo nei disegni di un namenote, rifinendoli nei minimi particolari come se fossero matite, diventa una perdita di tempo se questi non vengono approvati e vanno rifatti (il che succede spesso, e può accadere anche più volte). Questo aspetto è particolarmente importante quando si lavora su carta, processo che già di per sé impiega più tempo a fare e disfare e copiare i disegni dal name alla carta da manga rispetto al digitale. 

Tuttavia, per quanto semplice sia, il name deve essere leggibile, specialmente se deve andare in mano a un’altra persona che lo deve valutare (un insegnante, un editor ecc).

 Che cosa si intende per leggibile? E’ leggibile un name in cui, per quanto accennati e stilizzati, sono comprensibili alcuni elementi chiave come:

  • Disposizione e forma delle vignette
  • Dialoghi
  • Spazio occupato dai personaggi e dagli elementi di sfondo
  • Chi è il personaggio, la sua posa, e un accenno di espressione
  • Un accenno di prospettiva 
  • Onomatopee

Se l’editor o revisore non riesce a comprendere questi elementi, perché i disegni sono troppo vaghi o confusi, gli sarà difficile valutare la storia e soprattutto quello che in linguaggio tecnico viene chiamato flow, ossia l’andamento dello sguardo del lettore attraverso le vignette.

Nel mondo professionale il name viene letto, discusso, corretto e modificato più volte fino alla stesura definitiva. A questo punto, il name è pronto per essere passato in tavole: si procede quindi a copiare il tutto sul foglio da manga, mentre fra gli autori che lavorano in digitale non è rara la prassi di usare il namenote approvato come livello bozza, facendone la base dei disegni veri e propri.

Nel secondo anno del corso accademico di Lucca Manga Academy si comincia da qui: gli studenti creano il name no name e il name note delle loro storie, prima di trasformarle in manga.

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